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Cos’è la scuola familiare?

gio che scrive IMG_7157Cosa vuol dire “scuola famigliare?”

Imparare in famiglia – “Homeschooling” in Italia

In  Italia, l’istituto dell’istruzione familiare è denominato in vari modi: scuola familiare, scuola paterna o parentale, istruzione familiare o parentale*, educazione parentale, e, dall’inglese, “homeschooling” e “home education.”  Chi sceglie la scuola familiare per loro figli è chiamato spesso “homeschooler” oppure “home educator.” Ma sappiamo tutti che l’abito non fa il monaco. In parole semplici, con scuola familiare e tutti i suoi sinonimi  si intende la scelta dei genitori di assumere in prima persona la responsabilità dell’educazione e dell’istruzione dei figli invece di delegare questa responsabilità allo Stato o ad un altro istituto d’istruzione formale.

Istruire i propri figli è un dovere dei genitori, ma questi hanno la possibilità di scegliere come poterlo assolvere: tramite la scuola pubblica, tramite la scuola privata (parificata o non) oppure occupandosene direttamente. “Istruzione familiare” significa che i genitori si impegnano a dar sostegno all’apprendimento del bambino in famiglia, senza l’ausilio di strutture scolastiche pubbliche o private, con la gestione autonoma da parte dei genitori dell’istruzione dei propri figli, in armonia con i propri specifici valori etico/culturali e con i bisogni, interessi e capacità particolari del bambino.

E’ possibile attivare l’istruzione familiare con diverse modalità: sia a casa propria, insegnando personalmente, oppure con l’aiuto di persone scelte appositamente (altri familiari, amici o istruttori); sia in condivisione con altre famiglie, creando un gruppo di studio che unisca le proprie forze economicamente o attraverso la condivisione di ambienti, materiali, capacità tecniche,  e l’eventuale scelta di insegnanti privati.

Comunque sia, si tratta di una possibilità pienamente prevista dalla Costituzione italiana ma che, nonostante questo, gode ancora di poca considerazione, anche se si  trova maggiore diffusione in altri Paesi, soprattutto in quelli anglosassoni.

*A volte si parla dell’istruzione familiare come “istruzione domiciliare” ma quest’ultima denominazione è completamente un’altra cosa. L’istruzione domiciliare è  un’altra modalità d’istruzione pubblica, che si riserva  ai bambini con malattie gravi che non possono frequentare una scuola o perché sono in ospedale o a casa.  Lo studente rimane iscritto presso una scuola pubblica o paritaria ma riceve un tutore pagato dallo Stato che segue lo studente a casa o in ospedale. Qui si può trovare informazione per approfondire l’argomento.

E’ legale?
Certamente!
In Italia, la possibilità di fare istruzione familiare è sancita dalla nostra Costituzione, articoli 30, 33, e 34 ed è regolata da varie normative importanti, quindi si tratta di una possibilità pienamente prevista dalle nostri leggi, che purtroppo gode di poca considerazione.

L’Art. 30 ci dice che “E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire e educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nei casi d’incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. (…)”  Quindi educare ed istruire è un dovere dei genitori: se non lo desiderano o non possono occuparsene direttamente, hanno l’opportunità di delegare la responsabilità dell’istruzione allo Stato (che provvederà con la scuola pubblica) o ad una scuola privata (parificata o non).

L’Art.33 recita che “libere sono l’arte e le scienze, e libero sono le è il loro insegnamento,” garantendo così anche la possibilità di seguire pedagogie alternative, di poter scegliere approcci didattici, e creare metodi di studio che riflettano di più i bisogni, le capacità e gli interessi del singolo bambino che risultino in programmi diversificati da quelli ministeriali.

Inoltre, l’Art. 34 afferma che “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. (…)”  mostrando che è l’istruzione ad essere obbligatoria e non la scuola.

L’esperienza ci ha mostrato che in genere non è saggio chiedere prima al dirigente scolastico o all’Ufficio Scolastico Provinciale per chiarimenti legali, perché spesso o richiederanno o vi obbligheranno, o vi negheranno più che è legalmente necessario solo perché non sanno meglio o diversamente. E’ bene ricordare che chi sceglie di istruire a casa è sottoposto solo alla Legislazione Statale.  Non è quindi soggetto a norme regionali né provinciali: questo significa che quel che vale per una famiglia in Trentino, Lombardia o Piemonte, varrà anche per Lazio, Emilia Romagna e Sicilia.

A volte, quando vorresti avere maggiori informazioni sulle norme che dirigono l’istruzione famigliare, aiuta avere una guida per le domande giuste da  porre! In genere, parlare con altre famiglie con più esperienza è la migliore fonte di informazioni corrette sulle norme.

Interessa saperne di più? Suggeriamo l’articolo sul perché è importante conoscere le norme che dirigono l’istruzione familiare, e la pagina delle norme di riferimento che abbiamo preparato (ancora sotto costruzione). Un’altra pagina interessante da leggere è “La Gerarchia delle Norme”.

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