Alexander S. Neill: Un esempio di pedagogia dalla parte del bambino.

Alexander S. Neill: Un esempio di pedagogia dalla parte del bambino.

Alexander S. Neill
(Forfar, 17 ottobre 1883 – Leiston, 23 settembre 1973)

“La speranza che resta all’umanità è che un giorno i genitori possano veramente agire nell’interesse dei figli, che divengano abbastanza coscienti per essere dalla parte del bambino e per aiutarlo a crescere nella libertà, l’intelligenza e l’amore.

Un articolo interessante sul pensiero di Alexander S. Neill apparso sul sito di Non togliermi il sorriso.orgL’articolo offre una piccola biografia e una bella descrizione dell’approccio che usava Neill (e usa sua figlia) nella scuola di Summerhill, in Inghilterra.

Dall’articolo:
Il principio metodologico fondamentale di insegnamento di Alexander S. Neill rientra nel concetto di una pedagogia non direttiva, cioè in una educazione incentrata sulla spontaneità degli interessi del bambino. Il bambino, quindi, viene accettatto per quello che è.

Neill riassume il suo pensiero in due concetti fondamentali:
1. Né istruire né educare

”I bambini non hanno bisogno di insegnamenti, ma di amore e comprensione. Per essere naturalmente buoni hanno bisogno di sentirsi approvati e liberi.
In ogni momento dell’esperienza di un individuo il principio educativo fondamentale deve rimanere quello dell’assoluto rispetto degli interessi e dei bisogni del soggetto. Al bambino non deve essere imposta né istruzione né educazione, perché così facendo si ostacolerebbe la sua spontaneità e la sua natura d’essere, ma fornita su sua richiesta.
2. Libertà ed accettazione

“Dare libertà vuol dire permettere al bambino di vivere la sua vita.” ”
Libertà” per Neill significa “fare ciò che piace purché questo non limiti la libertà degli altri”. Da questo conseguono i princìpi di autodisciplina ed autoregolazione.

Sempre dal articolo: A Summerhill c’è libertà assoluta, assoluto rispetto dei bisogni, dei desideri, della vita sessuale, espressiva e di studio. Neill ha imposto un orario delle lezioni valido solo per gli insegnanti, i bambini possono scegliere quale delle lezioni seguire e in quale momento seguirle. Tutti hanno gli stessi diritti, e i bambini prendono autonomamente le precauzioni necessarie per la sicurezza degli altri e di sé stessi.

I sentimenti costituiscono la forza motrice della vita, e per questo Neill ha fondato una scuola in cui al primo posto primeggiano i sentimenti. Infine la libertà implica una fiducia nella bontà della natura umana e di conseguenza genera un atteggiamento di accettazione e di amore verso sé stessi e gli altri.

 “Nessun insegnante ha il diritto di curare un bambino dal far chiasso su di un tamburo. La sola cura che dovrebbe essere praticata è la cura dell’infelicità. Il ragazzo difficile è il ragazzo che è infelice. Egli è in lotta con se stesso e, di conseguenza, in lotta col mondo. L’adulto “difficile” naviga nelle stesse acque. Nessun uomo felice ha mai disturbato una riunione o predicato una guerra o linciato un negro. Nessuna donna felice ha mai torturato il marito e i figli. Nessun principale felice è mai stato il terrore dei suoi impiegati. Nessun uomo felice ha mai commesso un omicidio o un furto. Tutti i delitti, tutti gli odi, tutte le guerre possono essere ricondotte all’infelicità. Più di una volta mi sono sentito dire da un genitore: “Non capisco perché il mio ragazzo si sia guastato. L’ho sempre punito severamente e sono certo che in casa mia non ha mai avuto cattivi esempi.”

 

“Le ricompense non rappresentano quel pericolo estremo che rappresenta la punizione. Il loro è un sottile minare moralmente. Offrire un premio per compiere un’azione significa che l’azione non è degna in sé e per sé di essere compiuta. Nessun artista lavora mai per la ricompensa; la sua ricompensa è la gioia di creare …il conferire ricompense ha un cattivo effetto psicologico perché suscita gelosie. L’antipatia di un ragazzo per un fratello più piccolo data spesso dal rimprovero della madre: “Il tuo fratellino può farlo meglio di te”. L’interesse è la forza vitale di tutta quanta la personalità. Orbene, non si può costringere l’interesse. La ricompensa e la punizione cercano, invece, di costringere l’interesse. La maggior parte di coloro che nelle nostre scuole e nei nostri collegi vincono tutti i premi, finiscono in seguito nella mediocrità. Perché il loro interesse era rivolto al premio e non alla materia.”

Qui per leggere l’articolo completo.
traduzione dei brani e scrittrice dell’articolo originale: Chiara Pagliarini.
Citazioni dal libro “il bambino difficile”, de La Nuova Italia Editrice – RCS Libri SpA.

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