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Dovunque Andrai, di Scuola Parlerai

IMG_5292Dovunque andiamo, ovunque ci troviamo, inevitabilmente la conversazione ci porta a parlare della scuola, delle sue molte mancanze –di soldi, di materiali didattici, di strutture idonee e vivibili, di approcci innovativi che rispettino i bisogni individuali del bambino. Si parla della violenza e del bullismo che continuano ad aumentare. Appena ne parlano, la nostra attenzione è catturata dalle notizie che riportano i giornali e i telegiornali.

Ultimamente sempre più famiglie in Italia si decidono a prendere in mano la situazione, creando un’alternativa possibile ed individualizzata per i loro figli tramite l’istituto dell’istruzione familiare.Proprio come centinaia di migliaia di famiglie in altri paesi del mondo, queste famiglie italiane stanno creando un’alternativa valida per i loro figli, e così si sta avviando un cambiamento lento, ma radicale nel modo di intendere l’educazione, l’istruzione e l’apprendimento. Queste famiglie scelgono di assumere in prima persona la responsabilità dell’educazione e dell’istruzione dei figli, invece di delegarla allo Stato o ad un altro istituto d’istruzione formale. Proprio come si è sempre fatto da tempo immemorabile, questi genitori facilitano l’apprendimento e aiutano i propri bambini a cercare informazioni o a entrare in contatto con chi può aiutarli a imparare quel che gli interessa, o di cui hanno bisogno.

Scuola familiare, scuola paterna o parentale, istruzione domiciliare, familiare o parentale, educazione parentale, homeschooling o home education: sono tutti sinonimi dell’istituto giuridico per l’assolvimento dell’obbligo scolastico che può avvenire anche fuori dal contesto scolastico dove la responsabilità dell’istruzione viene assunta direttamente dalla famiglia del bambino.

L’istruzione familiare è un percorso educativo le cui modalità ed obiettivi vengono scelti autonomamente dalla famiglia, talvolta assieme al bambino e/o alla comunità educante (leggi ancora)  e che porta a costruire una relazione stretta e condivisa con i bambini e i ragazzi, tale da giungere ad un apprendimento efficace e duraturo in un contesto conosciuto, intimo e rassicurante. Non significa accollarsi l’istruzione scolastica dei figli, significa partecipare, scegliere insieme, decidere per il meglio.

Praticare l’istruzione familiare non è una possibilità nuova. Infatti, a pensarci bene, molti degli uomini che fecero l’Italia furono istruiti a casa e perfino la legge Coppino del 1877 includeva il diritto all’istruzione familiare. Si tratta di un’opzione ancora poco conosciuta ma perfettamente legale, sancita dalla Costituzione nei articoli 30, 33 e 34 e da altre importanti normative.

20080715_Experimenta 089Anche se solitamente chi sceglie questa via di apprendimento/istruzione per i propri figli riesce bene nell’impresa, in genere non si può dire che si tratti di genitori o bambini speciali, con doti particolari. Di solito sono persone normali in situazioni normali con bambini normali. Sicuramente questi genitori sono fieri dei loro figli e delle loro capacità e progressi, proprio come qualsiasi altro genitore, ma non è questo il punto. Questo cambiamento, questo cosiddetto “nuovo” approccio all’istruzione e all’educazione in generale, non è un movimento che desidera produrre piccoli geni capaci di tutto e più. È un movimento che desidera conservare il desiderio innato di apprendere nei bambini,  riscoprire la gioia di apprendere assieme ai nostri figli, ed essere di sostegno ai bisogni ed agli interessi del bambino. Vorrebbe forgiare relazioni che durino, creare comunità ricche di risorse didattiche e artistiche, contemplare e mettere in azione un’educazione, un’istruzione diversa e nuova che sostiene un apprendimento più naturale, efficace e duraturo. Vorrebbe che l’apprendimento non fosse separato dalla vita reale. Ma più di ogni altra cosa, vorrebbe mettere la famiglia al centro, invece di separarla dal processo di apprendimento dei figli.

La famiglia è il cuore e l’anima dell’istruzione parentale. Questo significa che i genitori si impegnano a dar sostegno all’apprendimento del bambino in famiglia, senza l’ausilio di strutture scolastiche pubbliche o private, con la gestione autonoma da parte dei genitori dell’istruzione dei propri figli, in armonia con i propri specifici valori etico/culturali e con i bisogni, interessi e capacità particolari del bambino.  Insieme si cercano le risposte e insieme le si trovano. Ogni famiglia è diversa: le loro storie, i loro metodi e approcci, le loro credenze e convinzioni, i loro obiettivi ed ideali, sono tutti diversi e unici, proprio come ogni bambino è diverso e unico in questo mondo. Ogni famiglia che sceglie l’istruzione familiare lo fa per ragioni diverse.

La famiglia è il fondamento primario della società, ma ogni giorno questa fondamento si sgretola sempre più. Sosteniamola, difendendo la libertà di scegliere l’istruzione che più si addice al bambino e alla sua famiglia.

Autore: Melissa Dietrick,
con il sostegno di (in ordine alfabetico): Greta Bienati, Barbara Motolese e Daniela Palma

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