Esame di idoneità per la 2a: idonea sì, ma per continuare a casa :)

apple and booksVita ha 7 anni e segue un percorso di scuola familiare. Per ragioni personali, insieme alla sua famiglia ha sostenuto un esame di idoneità in quello che per la scuola coincide con la fine dell’anno scolastico. La sua mamma ha annotato le seguenti memorie: L’esame verteva su un dettato di parole da scrivere in stampatello maiuscolo e minuscolo, una lettura di un piccolo racconto e relative domande per capirne la comprensione, una prova di matematica in cui le hanno fatto dire i numeri fino a 20,
un esercizio sulle decine e unità con l’abaco e 2 problemi da risolvere, uno con addizione, uno con sottrazione.

Successivamente le hanno anche chiesto i giorni della settimana, i mesi, le stagioni e dove sono la destra e la sinistra; le hanno proposto un esercizio sugli ambienti e sugli oggetti della casa (ossia sul materiale di cui sono composti) e rivolto domande sui cinque sensi e sugli animali domestici (cosa mangiano gli erbivori, i carnivori e gli onnivori). Infine si è passati all’inglese: i colori, i numeri, gli oggetti che si usano a scuola e le varie parti del corpo umano. Come conclusione le hanno chiesto cosa le piacesse fare a casa.

Dopo ogni prova le hanno consentito una pausa.

Ora vi parlo di come ha svolto le prove Vita. In quella di italiano ha scritto quasi tutte le parole bene, si è un po’ confusa con le doppie e con la CQ in acqua (in cui non ha messo la C) ed è riuscita a scrivere appropriatamente anche in stampatello minuscolo. Nella lettura ogni tanto andava veloce, ogni tanto inciampava, tant’è che in quel caso le hanno fatto rileggere la frase; alle domande sul racconto ha saputo rispondere.
In matematica, ha compitato i numeri in modo sciolto e anche con le decine e unità è stata abbastanza sicura risolvendo gli esercizi quasi tutti in modo corretto. I problemi invece l’hanno un po’ rallentata perché loro volevano che disegnasse gli oggetti per poi, solo dopo, procedere con l’operazione (mentre noi a casa abbiamo sempre fatto subito l’operazione), ma comunque credo sia andata un po’ in confusione a prescindere, perché a casa li risolve senza troppi problemi.

I giorni, i mesi, le stagioni e relativi cambiamenti del paesaggio li ha saputi esporre senza intoppi, proprio come i concetti di destra e sinistra. Allo stesso modo, ha risolto tranquillamente l’esercizio sugli ambienti della casa e ha risposto compiutamente ai quesiti sulle materie prime che compongo alcuni oggetti ( la sedia, il tavolo, la finestra,…). Idem per i cinque sensi e gli animali domestici.

A proposito dell’inglese, ho anticipato loro che alcune aree non le avevamo ancora approfondite (come le parti del corpo e alcuni oggetti di uso scolastico), tant’è che non gliele hanno chieste; per il resto ha elencato in lingua i colori, i numeri fino a 10 e ha risposto alla domanda “come ti chiami”.

In seguito ci sono stati approfondimenti legati al cosa lei amasse fare e alla sua opinione sullo svolgimento dei compiti nonché su quali preferisse svolgere. Con tutta la sua onestà ha risposto di non amare i compiti e di preferire trascorrere il tempo con le amichette, andare nell’orto, seminare, annaffiare e dipingere le pigne.

In ultimo, abbiamo discusso sull’esito e la direttrice ha subito voluto sottolineare che, essendo una bambina sveglia, sarebbe un peccato che rimanesse indietro o che non venissero sfruttate tutte le sue qualità e potenzialità. Insomma, per farla breve, che la scuola le farebbe bene.

Noi le abbiamo fatto presente che non escludiamo possa rientrare nell’ambito scolastico, ma, soprattutto, che seguire i ritmi naturali della bambina non significa “restare indietro”, bensì rispettare l’età e le sue necessità, ragion per cui se ha più voglia di giocare piuttosto che di fare esercizi, noi non insistiamo e non le stiamo troppo addosso affinché li faccia. Le maestre presenti sono intervenute dicendo che, per esempio, un bambino con difficoltà di lettura in prima elementare se le porterà dietro sempre se non gli si fanno fare esercizi costanti, una tesi confutabile e opinabile perché la mente non è statica, ma modificabile e potenziabile in qualsiasi difficoltà, principio di cui non hanno voluto parlare (dicendo che non potevo mettere in discussione la loro esperienza di insegnanti). È stata mia premura riportare anche le esperienze e gli studi di un noto psicologo* (Reuven Feuerstein) di cui sto leggendo un libro, il quale parla proprio di come la mente possa essere stimolata e potenziata anche in casi di grosse difficoltà, ma temo che sia stato difficile per loro mettersi in discussione e credo si siano un po’ offese… e visto che ormai erano su quelle vibrazioni e che spesso non riesco a non dire quello che penso, ho fatto loro notare che questo esame di idoneità si sarebbe anche potuto evitare.
Che vigilare sull’andamento della bambina non implicava un esame ufficiale, ma semplici incontri per valutarne l’andamento, perchè alla fine, se l’esito fosse negativo, calcolando che la bambina per ora continuerà nel cammino di scuola parentale, le si impedirebbe, nel caso un giorno rientrasse, di essere nella classe che gli spetterebbe per età.
Che insomma fare un esame di idoneità a una bambina che continuerà, almeno per il prossimo anno, a fare scuola parentale, non ha molto senso, perchè non deve essere idonea a nulla.
Credo che il concetto l’abbiano capito tant’è che ho riposto fiducia affinché Vita venisse valutata per le sue capacità e non per eventuali motivi personali che la discussione ha portato a galla.

Giorni dopo la preside mi ha chiamato per esporre l’esito dell’esame e ha richiesto un confronto su questo nostro percorso di scuola familiare, per parlare dell’opportunità o meno di proseguire per l’anno scolastico successivo. Ho intuito un timore legato all’andamento della bambina rispetto a quello generale della classe, cosa che, in base al loro ragionamento, potrebbe causarle molte problematiche nel caso di un eventuale rientro. Ho deciso di venire incontro a questa loro esigenza dichiarandomi concorde nell’aumentare i controlli, senza magari fare l’esame di idoneità finale, compromesso che potrebbe venirci incontro sul poter proseguire serenamente con l’istruzione familiare (come da nostra intenzione). C’è anche da dire che non siamo sicuri di rimanere nello stesso comune dove risediamo ora, probabilmente la comunicazione verrà di nuovo presentata presso di loro, per poi, in caso di trasferimento, ritirarla per cambio programmi.

* per leggere del metodo di Reuven Feuerstein, qui e qui.

Ringraziamo calorosamente Isabella e Vita per aver condiviso la loro esperienza con noi e con voi.
Per dialogare con lei, iscrivetevi al gruppo “MIO FIGLIO A SCUOLA NON CE LO MANDO”

One Comment on “Esame di idoneità per la 2a: idonea sì, ma per continuare a casa :)

  1. Ciao io ho fatto fare un esame di idoneità alla mia bimba di quasi sette anni dovrebbe andare in seconda….lo ha effettuato mercoledì…la piccola ha risposto bene a molte cose all ultimo pero e scoppiata a piangere…ora stiamo aspettando l esito…..che spero si basi sull i.pegno e no sul fatto che lei abbia pianto!!! La.mia domanda e una…i servizi sociali non subentranl qualksiasi esito sia??? Posso stare tranquilla e poi in qualsiasi esito posso proseguire con l educazione parentale?

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