Andrè Stern –Non sono mai andato a scuola

Il libro “non sono mai andato a scuola di Andrè Stern è stato recentemente tradotto e pubblicato in Italia.  Dall’articolo “Non sono mai andato a scuola”  di Silvana Mazzocchi nella rubrica “Passaparola”  della Repubblica.it ne racconta:

In ogni bambino c’è una genialità potenziale e, per farla sbocciare e nutrirla, basta  lasciarlo giocare. Libero di seguire  le proprie inclinazioni, imparerà spontaneamente tutto ciò che serve  per essere soddifatto e realizzato; conserverà  la curiosità e l’entusiasmo necessari  per continuare ad andare avanti e sentirà di meritare fiducia e rispetto. …

Non sono mai andato a scuola è il diario di una storia personale  che ha funzionato. André Stern racconta di non essere mai stato costretto a seguire regole e doveri e che tutto quello che sa e che sa fare,  nozioni, tecniche e arti, l’ha facilmente appreso  in modo naturale e in piena armonia con se stesso.  Una ricchezza la sua:  poter crescere con un’educazione priva di norme e imposizioni, un percorso ora raccontato in un libro che, In Francia, ha rappresentato un caso editoriale e che, al di là del valore di  originale testimonianza, potrà suggerire valide alternative ai percorosi educativi istituzionali. Ma anche un’esperienza alla quale attingere per ridimensionare il mito del superbambino  sottoposto a orari e regimi impossibili per eccellere, mentre con tutta probabilità dietro l’angolo , una volta cresciuti , quei super ragazzini  diventeranno solo adulti robot con la testa zeppa di nozioni, ma senza più entusiasmo  né curiosità.

Ed Andrè Stern, quando chiesto se non andare a scuola e essere felici, fosse un’esperienza personale oppure una provocazione, risponde:

E’ la mia realtà una realtà possibile ma fino a oggi ignorata. Del resto  si può scegliere liberamente qualcosa solo quando la si conosce  bene ed è per questo che ormai sempre più spesso sono invitato a raccontare  la vera storia della mia infanzia, felice e durevole. Mi riferisco  alle straordinarie capacità con cui ciascuno di noi viene al mondo e descrivo cosa accade quando , finalmente, si assume il punto di vista del bambino.
Dare fiducia al bambino, con la B maiuscola, vuol dire liberare il bambino che è in noi .

So di rappresentare un caso nella società attuale e questo è davvero strano perché quello che io ho vissuto e ciascuno può vivere,  è quanto di più naturale ci sia. Ero un bambino normalissimo ed è questo che rende credibile la mia esperienza e tutti i bambini a cui venissero concesse le stesse opportunità di rispetto e fiducia, vivrebbero la stessa cosa. Tutto questo deve far riflettere :  io non sono né superdotato  né speciale.

la moderna neurobiologia ha dimostrato che il cervello si sviluppa in funzione dell’uso che se ne fa. Io lavoro con un neurobiologo tedesco, il prof Gerald Huther: lui spiega che la zona del cervello che comanda  i “pollici” dei giovani d’oggi è sovrasviluppata  e questo deriva dall’uso che fanno dei cellulari.
…  Allora andare avanti è stato semplice: il nostro cervello si sviluppa solo quando lo utilizziamo con entusiasmo. L’entusiasmo, insomma, agisce come un vero e proprio concime. Quando ci entusiasmiamo per qualcosa, il cervello si sviluppa, rapidamente e spontaneamente, ci mette le ali e ci libera da ogni ostacolo. Con l’entusiasmo , nulla è inaccessibile e si impara qualsiasi cosa,  in modo naturale. Osservando i bambini, si registra una spinta di entusiasmo ogni tre minuti, in un  adulto avviene si è no 2, 3 volte l’anno.

E allora, perché non ci si chiede cosa potrebbe avvenire se si lasciasse un bambino vivere tutta la sua vita in questo stato di primario entusiasmo? E’ quello che successo a me e , raccontarlo, cambia la prospettiva. Perché dimostra che in ogni bambino c’è un genio potenziale e che ce n’è uno in ciascuno di noi che aspetta che ci entusiasmiamo per qualcosa. Perché questo accada, ci dobbiamo liberare di un ultimo luogo comune: la gerarchia tra la teoria e la sostanza. Solo così ci si potrà entusiasmare per tutta la vita, che non è certo quello che oggi succede….

Entusiasmo e fiducia fanno bene a tutti : bambini, genitori, insegnanti.
Il mio lavoro consiste nel riabilitare la fase del gioco, finora  derubricata e sottovalutata come  passatempo. Ma ora sappiamo che il gioco è il più potente, efficace e creativo mezzo di apprendimento e sviluppo mai inventato. Del resto che cosa fa un bambino quando lo si lascia libera di fare ciò che vuole ? Gioca.

per un bambino giocare e imparare sono sinonimi . Se gli chiediamo di smettere di giocare per imparare, è come se vi s domandasse di respirare senza prendere aria !

Creiamo insieme un nuovo mondo per l’infanzia. Fiducia, rispetto ed entusiasmo sono gratuiti. E accessibili a tutti, sempre.

Qui per leggere l’articolo completo.
Il libro di Andrè Stern: Non Sono Mai Andato A Scuola

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