Scuole alternative: Montessori, Steineriani, Libertarie

Scuole alternative: Montessori, Steineriani, Libertarie

Dalla Repubblica, un articolo del 27 settembre, 2010 (datato ma sempre attuale):

imagine www,repubblica.it

C’è chi sceglie il metodo Montessori, chi la pedagogia di Rudolf Steiner, chi si affida al “Reggio approach”, chi, addirittura, i figli a scuola non li manda affatto. C’è chi crea asili d’infanzia in autogestione e chi finanzia in proprio classi e aule, restaurando magari una casa colonica o un edificio abbandonato, purché il crescere e l’apprendere siano percorsi sereni, e non una corsa ad ostacoli in scuole statali flagellate dai tagli e spesso in grave crisi di identità.

Oltre cinquantamila bambini già frequentano in Italia metodi di insegnamento “alternativi”, dove spesso i programmi ministeriali restano fuori dalle aule, o comunque vengono proposti con approcci diversi. Dove, pur con grandi differenze, il mondo viene visto dal basso verso l’alto e non dall’alto verso il basso, con gli occhi dei bambini insomma, più che con gli occhi degli adulti. E in cui l’arte, la musica, la manualità, lo sport convivono in pari dignità con le altre materie.
Ma la novità è che da almeno due anni i numeri di queste scuole sono in costante aumento, iscrizioni dal 30 al 40% in più, come conferma Luciano Mazzetti, presidente dell’Opera Montessori, centro che custodisce e preserva le teorie sperimentate negli anni Venti da Maria Montessori, e diffuse in tutto il mondo. L’inizio di una fuga, non tanto verso il “privato”, quanto verso un diverso modo di studiare e conoscere.
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Un segno di crisi forte per l’istruzione italiana. E se Reggio Emilia è diventata nel tempo la “capitale mondiale” degli asili d’infanzia, seguendo la filosofia di Loris Malaguzzi e suoi “cento linguaggi dei bambini”, c’è chi invece sta attuando un vero e proprio distacco radicale dalla scuola pubblica. Sono piccoli gruppi di genitori sostenitori dell’homeschooling, fare lezione in casa o in strutture totalmente autogestite, con la possibilità poi, prevista dalla legge, di sostenere un esame e accedere così alle scuole statali. Un mondo che comprende anche esperienze del tutto particolari. Come i centri di “educazione democratica e libertaria”, che si ispirano all’esperienza del pedagogista scozzese Alexander Neill, e alla sua scuola “Summerhill” fondata nel 1921. Insegnamenti oggi attuati nell’istituto “Kiskanu” di Verona, dall’infanzia ai 14 anni.
“Le scuole libertarie – spiega Francesco Codello, dirigente scolastico di Treviso – non si basano su un modello di insegnamento codificato, ma tutto viene concordato tra docenti e allievi. Non c’è un sapere predefinito ma di volta in volta si decide come affrontare una materia di studio, e non c’è obbligo di frequenza. Può sembrare strano, ma il sistema è efficace, e infatti ogni volta che i ragazzi affrontano gli esami esterni risultano del tutto in linea con i loro coetanei. Con la differenza che per noi è anche molto importante la loro felicità”.

Qui per leggere tutto l’articolo originale

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