Mio figlio Eric

Il mio nome è Laura e ho 46 anni. Ho un figlio di quasi 13 anni a febbraio.

Due anni e mezzo fa mio figlio di 10 anni mi chiese di fare homeschooling, anzi un-schooling ovvero di non andare più a scuola e di non usare più un libro di scuola, di non avere più un orario o un calendario fisso….ma trovare altre forme insieme per occuparci della sua apprendimento a casa.

Dopo una scelta ponderata di tutta la famiglia durata sei mesi, ci siamo organizzati– ognuno con i suoi compiti (il babbo: informatica; la nonna: su metodi di auto guarigione; la zia inglese; amici disponibili a fare laboratori di vario tipo;  io il resto…);  fatte le comunicazioni legali all’istituzione scolastica, abbiamo cercato altri approcci sempre osservando come riferimento il programma della prima classe della secondaria di primo grado (prima media).

Nonostante che nei primi mesi dell’anno scolastico siano avvenuti incidenti molto importanti (è morto mio padre, ho fatto un incidente distruggendo la macchina) abbiamo passato l’anno dando lo spazio ad Eric di muoversi il più liberamente possibile, a volte stimolato ma anche aspettando da parte sua una proposta per continuare. Abbiamo fatto esperienze mai fatte insieme, lui si sentiva sereno e felice come non mai, un poco solo ogni tanto, ma felice di non andare a scuola.

Negli ultimi 4 mesi però Eric, pensando di dover affrontare l’esame d’idoneità per la prima classe anche se non voleva rientrare a scuola, era un po’ teso.   Si sentiva pressato da quella immagine di esame, quindi costruì il suo calendario settimanale con tutte le materie per non dimenticarsele.  Però, senza libri  e solo con risorse online, divertenti e simpatiche che gli erano piaciute fino allora,  non si sentiva più sicuro di muoversi verso la preparazione dell’esame.

Finalmente la scuola di riferimento mi informa sul tipo di esame che intendeva fare ad Eric e restiamo di stucco… quattro giorni d’esame, uno di scritto di italiano, uno di scritto di matematica, uno della prima lingua straniera e uno per l’orale di tutte le materie.  Oddio… mi dico tutta questa energia per un ragazzo che non vuole ritornare a scuola… noi pensavamo ingenuamente fosse un colloquio e dei test  che duravano una mattinata. Allora mi informo meglio e capisco che non è obbligatorio l’esame d’idoneità se non si vuole rientrare, quindi ritiro la domanda d’esame portando la comunicazione che ci occupiamo noi anche per l’anno successivo e così non facciamo l’esame.

Con Eric però cerchiamo di sintetizzare le cose fatte attraverso power point e inserendo l’esperienze fatte nel suo blog, anche se dopo questi due mesi di stress per l’esame e il successivo rilassamento, arrivato il caldo eravamo piuttosto esausti tutti.

Passiamo un estate piuttosto serena, anche se in vari momenti Eric presenta dubbi sul percorso, soprattutto pensando agli amici che gli mancano, non tanto per la scuola in se…

A settembre ricontatto due amiche che abitano vicino a noi, che l’anno passato partecipavano in una scuola libertaria creata da loro e altre famiglie dove c’era un maestro e degli insegnanti di lingue, musica, ecc,  per sapere come andava e loro mi dicono che l’esperienza è stata interessante, ma le cose non sono andate come volevano per cui si sono sciolte le famiglie e sono rimaste solo loro due, senza il maestro.

Quindi iniziamo a pensare come poter fare scuola assieme con i nostri quattro figli, tre di 12 anni e uno di 9. Ad ottobre ci proviamo vedendoci qualche giorno la settimana a casa di una di loro che vive in campagna dove già dall’anno precedente avevano adibito una stanza per lo studio dei ragazzi, con tutti i libri del percorso dei tre anni delle scuole e quelli della primaria. Iniziamo a vederci tutti i giorni e dopo quasi un mese,  vedo Eric felice e spensierato, si sente meno solo, ma non ha assolutamente voglia di studiare con loro, anzi appena arriva lì ha solo voglia  di divertirsi stare in mezzo alla natura, e basta….  Musica, scienze con gli esperimenti, e forse solo qualche lezione di geografia e italiano riescono ad interessarlo, ma il resto è assente tutto il tempo con il gatto in grembo e lo sguardo perso.

Un giorno lo prendo da parte e gli chiedo cosa stia succedendo e lui mi dice che stava riflettendo seriamente di ritornare a scuola, gli manca la classe di tanti ragazzi da poter scegliere  ogni giorno con chi relazionarsi maggiormente e non sentirsi per forza costretto a relazionarsi solo con due o tre come invece sentiva di essere in quella situazione.

Mi casca un poco il mondo addosso, devo essere sincera, tutto l’impegno preso, certo molto volentieri, per stimolare e interessare Eric alle materie, lo sforzo di mettersi d’accordo con le altre due mamme inesperte di questo percorso con i loro figli (l’anno precedente avevano il maestro), mi fanno sentire  molto destabilizzata.  Cerco di trattenermi nell’esprimere le mie emozioni, per lasciare libero Eric di riflettere ancora sul tema,  ma nei giorni che passano non riesco, e cerco di definire la sua posizione.

Eric definisce che vuole rientrare a scuola e che studia meglio da solo. Sicuramente i vecchi amici che continua a frequentare hanno influito molto sulla sua scelta, il fatto di non sentirsi pienamente di condividere le loro esperienze scolastiche, anche se non gli sembrano enormemente interessanti, ma in sintesi di non appartenere al loro quotidiano….lo ha fatto ritornare sui suoi passi.  Da quel giorno  inizia a studiare da solo geometria la materia che odia di più…. Questo mi fa capire che proprio vuole ritornare,  ha necessita di sviluppare delle relazioni con i suoi pari , nonostante che non abbia mai smesso di frequentare i suoi vecchi amici, che faccia atletica tre volte la settimana con tante fanciulle, ecc, ecc.

La comunicazione della sua scelta alle altre due mamme e figli è stata un poco traumatica perché gli altri contavano sulla nostra presenza, ma poi chiaramente vedendo i motivi e riconoscendo che Eric non riusciva a concentrarsi molto quando era lì,  visto poi che doveva prepararsi all’esame, hanno accettato il suo cambiamento lasciandolo libero e mantenendo una buona relazione con lui, con il progetto di continuare a fare alcune cose assieme (informatica, esperimenti scientifici, gite artistiche, ecc).

Eric mi chiede poi di trovare i libri perché crede che  le risorse online non siano idonee alla sua preparazione, per cui trovo i libri e oggi vedo mio figlio studiare tutte le materie con molto più interesse anche se non per la materia in se ma per l’obbiettivo di  riuscire a capirle per fare bene l’esame.

La valutazione dell’anno di completo homeschooling da parte di Eric è stata positiva, “mi sono riposato, rafforzato e ho capito me stesso e quello che voglio”………….direi non male.

Spero solo che quando Eric rientra a scuola, la scuola ci sia ancora, visto l’epoca di tagli e continue vessazioni a quella che un tempo era la scuola pubblica.

bene questa è fino ad ora parte della nostra esperienza, senz’altro troverò altro tempo per continuare a raccontarla perché credo che sia importante condividere questo grande e incredibile percorso che è l’educazione dei nostri figli a vivere, scegliere, responsabilizzarsi, ecc.

One Comment on “Mio figlio Eric

  1. L’insegnamento di questa famiglia fa riflettere su cosa siamo e che cosa sono per noi i nostri figli. Non importa quanto e cosa facciamo, l’importante è che comprendendoli si riesca a farli esprimere. Non è quindi la sola idea di fare Homeschooling di per se da sostenere come alternativa ad un sistema che ha il solo obiettivo a mio avviso di schiacciarli, quanto di comprendere se, quando quanto e come sia adatta ai ns figli. La consapevolezza di questo bambino è tale che qualsiasi cosa si sia fatta ritenendola “inutile” lo ha invece costruito interiormente cosi tanto che questa lo sosterrà per tutta la sua vita e ci rende felici di avere figli cosi e di aver fatto tutto il possibile per loro.

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